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Conciliare percorso agonistico e studi: Intervista alla golfista Anita Marrone

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All'interno nel nostro format La scuola delle eccellenze, continuiamo a parlare di eccellenza dando spazio, questa volta, non a uno dei nostri docenti, ma a una studentessa dei Licei Pascal: Anita Marrone, la quale ci racconta del suo percorso agonistico nel golf e di come riesca a conciliare questo impegno con gli studi liceali.

Ciao Anita! In primo luogo, raccontaci un po’ di te: a quale sport ti dedichi quotidianamente? E com’è nata la passione per questa disciplina?

Ho iniziato a giocare a golf all’età di quattro anni: mio papà aveva un campo pratica a Chieri e lì ho iniziato ad allenarmi. Ho, poi, cominciato a sostenere gare regionali all’età di otto anni e, a distanza di un solo anno, ho partecipato al mio primo campionato italiano U12. A partire da quest’ultimo, ho iniziato a dedicarmi completamente a questo magnifico sport.

Quando hai compreso che sarebbe diventata un’attività sportiva di livello agonistico? E che cosa comporta questo cambiamento, dal punto di vista dell’allenamento e dell’impegno dispiegato (giornalmente e settimanalmente)?

Subito dopo il mio primo campionato italiano, ho cominciato ad aumentare le ore di allenamento settimanali. Ad oggi, vado al campo da golf sei giorni su sette e mi alleno mediamente tre ore al giorno, anche se nei week-end spesso vado al campo al mattino e torno a casa verso le 18. Sicuramente l’aumento delle ore di allenamento comporta benefici al mio livello di gioco, ma anche un po’ più di stanchezza a livello fisico e mentale

Quali traguardi hai raggiunto, finora? E quali sono i tuoi obiettivi futuri?

In particolar modo quest’anno, le soddisfazioni sono state molte: a luglio, per esempio, sono stata convocata dalla Nazionale Italiana per partecipare agli Internazionali di Inghilterra U14, dove mi sono classificata al quarto posto. Ho, inoltre, concluso l’anno al trentatreesimo posto nell’Ordine di Merito Italiano Assoluto e ho ottenuto il secondo posto nel ranking nazionale U14. È stato senza dubbio un anno ottimo e pieno di traguardi, ma sicuramente, ora, gli obiettivi per il 2024 sono numerosi e mi dovrò impegnare ancora di più per raggiungerli.

Come concili l’impegno sportivo con la carriera scolastica? Qual è la tua “routine” per prepararti al meglio alle interrogazioni e alle verifiche in classe?

Conciliare gli allenamenti allo studio non è mai facile: io, personalmente, cerco il più possibile di seguire le lezioni in classe, al fine di facilitare lo studio a casa. Per prepararmi alle verifiche e alle interrogazioni, invece, un paio di giorni prima della prova e la sera dopo gli allenamenti mi dedico allo studio.

E, dal punto di vista psicologico, come mantieni l’equilibrio tra agonismo e didattica? Gli strumenti appresi in ambito sportivo ti risultano utili nelle tue performance scolastiche (e/o viceversa)? In caso affermativo, di quali skill si tratta?

Cercare di trovare un equilibrio tra le due cose non è semplice, ma se c’è una skill che il mio sport mi ha insegnato è quella di mantenere la calma anche nei momenti più difficili. Quando ho difficoltà a conciliare questi due aspetti della mia vita, quindi, cerco comunque di trovare un equilibrio tra i due ambiti, per performare al meglio in entrambi.

Credi che l’Istituto Pascal sia adeguatamente supportivo nei confronti degli studenti-atleti? Se sì, in quali modalità ti senti sostenuta e “accompagnata” nel tuo percorso agonistico?

L’Istituto Pascal è sicuramente molto valido per chi, come me, pratica uno sport a livello agonistico. I professori sono sempre molto comprensivi nei mei confronti, e mi forniscono tutto il materiale didattico che, per gli allenamenti, non riesco ad avere in presenza.

Che cosa consiglieresti ai tuoi coetanei che vorrebbero intraprendere la strada dell’agonismo sportivo ma sono preoccupati di non riuscire a ottenere ottimi risultati a livello scolastico?

A tutti coloro che vogliono intraprendere questo percorso, e che hanno bisogno di un ambiente educativo in cui si sentano sostenuti e appoggiati per tutta la durata del loro cammino scolastico e sportivo, consiglierei una didattica come quella proposta dall’Istituto Pascal. Certamente, praticando uno sport a livello agonistico, all’inizio non si potrà ottenere l’eccellenza in entrambi i contesti, ma, con la giusta organizzazione, sarà più facile conseguire ottimi risultati sia in termini sportivi, sia in termini scolastici.

Intervista di Roberta Scalise

 

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